Karate a Cambiago per Bambini, ragazzi e Adulti
Corso di Karate Shotokan per Bambini, ragazzi e adulti, base e avanzato, tutti i martedì e venerdì dalle 17 alle 21.
I Maestri:
Maestro Giuseppe del Gesso (Cintura nera 7° Dan, Maestro FIKTA e istruttore di Krav Maga) e l’istruttrice Chiara del Gesso (Cintura nera 4° Dan)
Il Karate
Il “Ka-ra-te-do”, tradotto letteralmente “La Via della mano nuda”, è un’arte marziale nata nell’isola di Okinawa, in Giappone. Risalire alle origini di questa disciplina millenaria risulta quasi impossibile, in quanto non sono presenti fonti documentate antecedenti al XIX secolo.
Fino a questa data, infatti, il Karaté rimase un’arte praticata in segreto ad Okinawa. Fu grazie al maestro Gichin Funakoshi, che esibendosi davanti all’imperatore in una grande manifestazione riuscì a rendere notorietà a questa arte marziale, che oggi viene praticata in tutto il mondo.
Inizialmente concepito a scopo di difesa personale, con il tempo il karate si è trasformato in una vera e propria filosofia di vita. Attraverso l’allenamento e il combattimento volti a raggiungere bellezza, perfezione ed efficacia delle tecniche, il Karatè rafforza mente, carattere e volontà del praticante, permettendogli di superare ostacoli come la paura, la vanità, il desiderio di prevalicare l’altro, l’avidità e la rabbia incontrollata.
Oltre a questo, il Karatè è un’eccellente attività fisico-motoria. Permette l’allenamento di tutte e quattro le capacità condizionali: mobilità, forza, velocità e resistenza. Perfeziona l’equilibrio, la propriocezione e in minima parte corregge anche atteggiamenti posturali scorretti. Del resto, è noto a tutti che le arti marziali, dal punto di vista sportivo, sono il genere di attività fisica più completo che esista.
Il Karatè, se praticato per anni, offre degli strumenti estremamente efficaci di difesa personale. In quanto arte marziale sviluppata e perfezionata nell’arco dei millenni, grazie agli allenamenti ripetitivi, lo studio dei movimenti e delle posture con estrema dedizione, lo studio della respirazione e del kime, il corpo del praticante viene trasformato in una vera e propria arma.
LA PRATICA DEL KARATE SI DIVIDE IN TRE MOMENTI:
KIHON: traducibile come “fondamentali”, consiste nell’esecuzione di determinate tecniche contro un’avversario immaginario. Scopo di questo allenamento è il raggiungimento della massima velocità, pulizia ed incisività.
KATA: traducibile come “forma”, consiste in una sequenza coreografata di tecniche, di straordinaria potenza e bellezza, che simula un combattimento contro più avversari.
KUMITE: il combattimento vero e proprio, al quale si viene introdotti solo dopo aver appreso con una certa padronanza gli atri due aspetti della pratica.
5 PRINCIPI del karate Shotokan
Jinkaku Kansei ni Tsutomuru Koto (人格完成に努むること):
“Sforzarsi per il perfezionamento del carattere”. Questo principio sottolinea l’importanza di sviluppare un carattere forte e virtuoso attraverso la pratica del karate, ricercando l’eccellenza morale e personale.
Makoto no Michi o Mamoru Koto (誠の道を守ること):
“Custodire la via della verità”. Questo principio si riferisce all’importanza di vivere con sincerità, onestà e integrità, sia all’interno che all’esterno del dojo.
Doryoku no Seishin o Yashinau Koto (努力の精神を養うこと):
“Nutrire lo spirito di impegno”. Questo principio incoraggia la perseveranza, la determinazione e l’impegno costante nel superare le sfide e nel perseguire il miglioramento personale
Reigi o Omonzuru Koto (礼儀を重んずること):
“Onorare il rispetto”. Questo principio enfatizza l’importanza del rispetto verso se stessi, gli altri e l’ambiente, sia nel dojo che nella vita quotidiana.
Kekki no Yu o Imashimuru Koto (血気の勇を戒むること):
“Astenersi dalla violenza e acquisire l’autocontrollo”. Questo principio sottolinea l’importanza del controllo delle proprie emozioni e dell’astensione dalla violenza gratuita, promuovendo la calma e la saggezza.
Questi cinque principi, spesso recitati alla fine di ogni allenamento nel dojo, sono fondamentali per la crescita personale e spirituale che il karate Shotokan mira a promuovere.

